Se si rompe la catena!

Sconcerto e delusione sono tipicamente le reazioni che si hanno quando crolla un mito o una certezza indiscussa.

Ebbene si: anche una blockchain può subire un attacco!

La minaccia principale per la sicurezza di una blockchain è il cosiddetto “attacco al 51%”.

La forza della tecnologia blockchain è che fino a quando la maggior parte della potenza di hash è controllata in maniera collettiva da partecipanti interessati a supportare la rete, la struttura dati è condivisa e “immutabile”.

Se però qualcuno si impadronisce di una parte del controllo e il 51% della potenza di calcolo si concentra nelle mani di una singola entità, allora ci sono alte probabilità di “riscrivere” il corso della blockchain e la possibilità di falsificare i dati, raddoppiando di fatto alcune transazioni.

L’articolo che segnaliamo racconta come possa avvenire un attacco 51% ad una blockchain stando dalla parte dell’hacker.

Un ricercatore documenta, a scopo divulgativo e utilizzando un video postato su youtube, come si piloti concretamente un attacco di questo tipo alla blockchain CheapETH, un clone della più nota blockchain Ethereum.

Occorre puntualizzare però che su blockchain di maggiori dimensioni e con ben altre potenze di hash impiegate la faccenda è molto più complicata e sicuramente non affrontabile con i semplici strumenti usati dal ricercatore, ma ciò non toglie che il principio di base rimanga valido.

Clicca qui per leggere  l’interessante articolo.

Andrea Guglielmi – Consigliere ASSI 

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